Christian Rocca parla di difficili modelli di business:
Riusciranno Time e Newsweek a salvare i giornali misteriosamente scomparsi su Internet?
I giornali sono in crisi, licenziano, chiudono uffici di corrispondenza e – nel caso di Us News & World report, Christian Science Monitor e Detroit Free Press – abbandonano addirittura la pubblicazione cartacea per traslocare in toto su Internet, in realtà senza serie garanzie di sopravvivenza. L’unica impresa giornalistica online autosufficiente a oggi è quella del giovane The Politico, i cui ricavi però arrivano al sessanta per cento dalla pubblicità raccolta dall’edizione cartacea distribuita tre volte a settimana al Congresso di Washington.
Clay Shirky parla di come le cose possano cambiare in maniera definitiva e di come potrebbe non esserci una soluzione. Luca Sofri riprende il pezzo e lo commenta.
Giuseppe Granieri addirittura parla di "Canto del cigno dei giornali".
Infine Steven B. Johnson (quello di "Tutto quello che fa male ti fa bene") riporta il testo di un suo discorso sullo stesso argomento.
Tutti vertono sul fatto che la società ha bisogno del giornalismo, come funzione, non dei giornali, come sono ora. Questo prelude a due possibilità: il salvataggio del giornalista come figura e come ruolo (non necessariamente incarnato da un professionista, ma è chiaro che qui gli elementi per uno che volesse mantenere l'ordine così come sta ci sono tutti...), e la totale assenza di un modello di business chiaro per il futuro.
Ora: può esistere il giornalismo come funzione, se non c'è un modello di business? Ripensando a come sono nati i giornali e alla funzione (non solo sociale, ma anche economica) che hanno svolto, come si può immaginare un giornalismo libero, nel senso di indipendente da poteri altri, in assenza di un modello di business? Che non deve essere esattamente quello vecchio. Ma, voglio dire, è possibile scindere il giornalismo dal suo business, in assoluto?
A questo quadro si unisce un altro spunto, dal Corriere Economia di oggi: Google si sta interessando al giornalismo locale, l'unico che sembra avere un qualche valore monetizzabile per i lettori. Lo fa, in tre cittadine attorno New York, alla solita maniera di Google: con il tutto gratis, e attingendo anche dai semplici cittadini, unendo in un aggregatore (Patch) orientato alla comunità locale le tendenze del giornalismo dal basso. Fuor di metafora: si sta mangiando anche il giornalismo dal basso? E' da interpretare come un attacco ai giornali locali? Anche qui, più di tutto colpisce il fatto che non è un'iniziativa economicamente sostenibile, ma che sfida direttamente un business che regge abbastanza.
Perché ho l'impressione che assomigli a questa strategia?
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